Biografia di Michele Dixit: una vita per l'Arte - Michele Dixit tra ritratti, paesaggi, nature morte e disegni

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Biografia di Michele Dixit: una vita per l'Arte

1908
Michele Dixitdomino nasce a Palermo il 2 ottobre, da Girolamo Dixitdomino, pittore decoratore di ascendenza liberty noto nell'ambiente dell'alta borghesia palermitana e Marianna Caruso, donna forte che avrà una notevole influenza nella vita del pittore. Già da piccolo si delinea la sua passione per l'arte, ragazzino aiuta il padre nella sua attività di decoratore di grandi saloni delle principali case nobiliari e altoborghesi della città, cominciando a prendere confidenza con l'attività di frescante, cui si dedicherà negli anni della maturità.

Girolamo Dixitdomino
Il padre Girolamo
Marianna Caruso Dixitdomino
La madre Marianna Caruso in un disegno del 1935

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1920-1922
Frequenta la bottega del pittore e mosaicista Giuseppe La Manna, allievo a sua volta di Rosario Riolo. Comincia a dedicarsi ai primi ritratti avendo come modelli le persone che lo circondano, il padre, ad esempio, l'anziana nonna Eulalia oppure Giovanna, la giovane nipote del maestro.





Giuseppe La Manna nel suo studio - 1920
Giuseppe La Manna nel suo studio, 1920

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1923-1926
Dopo aver vinto, grazie anche al decisivo intervento della madre, le remore del padre, che sognava per lui un futuro da capitano di lungo corso e voleva farlo iscrivere all'istituto nautico, si iscrive al Liceo Artistico di Palermo. Qui Dixit viene a contatto con la lezione di maestri come il pittore Onofrio Tomaselli e lo scultore Archimede Campini.

Archimede Campini maestro di Michele Dixit
Archimede Campini
Michele Dixit nel 1926 al Liceo Artistico di Palermo
Liceo Artistico di Palermo - 1926

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1926-1931
Si diploma al Liceo Artistico, abbreviando di un anno il corso di studi. Si iscrive, così, al primo anno del Corso di Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Palermo. Sono gli anni in cui il pittore ha modo di incontrare grandi personalità tra cui Ernesto Basile, presidente dell'Accademia dal 1924 al 1931, che esercita grande influenza sulla formazione di Dixit; Ettore De Maria Bergler, che insegna all'Accademia dal 1913 al '31; Archimede Campini, dal quale Dixit trae la nitidezza dei volumi e il controllo geometrico; perfino Felice Casorati, giunto all'Accademia in veste di Ispettore Ministeriale. Da Ettore De Maria Bergler - che Dixit amava definire "il mio Maestro" - apprende il dosaggio paziente e accurato delle cromie, "la cucina del colore", come De Maria stesso definiva quel calibrare i toni e le tinte che trasmette al suo allievo. Da lui egli assimila anche quella passione per i ritratti di personaggi di cui Bergler coglieva il fascino, l'intensità dello sguardo, l'eleganza del volto e dell'aspetto, con i soffici toni e le vaporosità dei suoi oli e soprattutto dei delicatissimi pastelli, sin quasi alle soglie degli anni Trenta, incurante delle volumetrie e delle evidenze plastiche che maturano soprattutto nel dopoguerra.
Nel 1931 termina il corso di pittura all'Accademia laureandosi a pieni voti, viene subito richiamato per assolvere gli obblighi di leva e frequenta la Scuola Allievi Ufficiali del Genio di Verona. Promosso sottotenente, viene destinato a Palermo presso il 12° Reggimento del Genio.

Ettore De Maria Bergler maestro di Michele Dixit
E. De Maria Bergler -Autoritratto (1894)
Michele Dixit con la sua famiglia nel 1931
Michele Dixit (in divisa) con la sua famiglia nel 1931

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1931-1936
Prima partecipazione ad una mostra, La Prima Universitaria d'Arte Palermitana cui segue la Mostra d'arte promossa dal Sindacato Regionale Belle Arti Sicilia, la cosiddetta Mostra dei Dieci Giovanissimi organizzata da Pippo Rizzo al Circolo Artistico. In queste occasioni espone per la prima volta il Ritratto di Topazia, da lui dipinto negli ultimi anni di Accademia, che segna il primo momento importante nel processo evolutivo della pittura di Dixit. A seguito delle critiche ricevute Dixit taglierà il quadro riducendolo al solo volto. Accanto a lui, incoraggiati da Pippo Rizzo, altri nove artisti: Giovanni Barbera, Manlio Biancorosso, Ezio Buscio, Benedetto Gambino, Vito Grita, Renato Guttuso, Domenico Li Muli, Luigi Prestipino, Giuseppe Sammarco: "la pattuglia di punta del nostro Sindacato, la nuovissima generazione di artisti che a noi affiancata collaborerà nell'interesse dell'arte di oggi. Sono i nuovi fiori nascenti che si apriranno alla luce, animati da fede e passione sincera, lontani ancora dalle folli passioni umane, col cuore calmo, non contratto dai palpiti e dalle sofferenze che l'arte e la vita recano, essi oggi ci danno la gioia della giovinezza esuberante e la freschezza della natura." (Pippo Rizzo, nell'introduzione al catalogo).
Nel febbraio del 1932 partecipa alla III mostra Sindacale Siciliana con l'opera I carpentieri e un paesaggio. Da allora parteciperà ad ogni edizione delle sindacali (1933-34-35-36-38-39-41) fino all'undicesima ed ultima nel 1942. Nel 1933 partecipa alla Mostra dei Venti Artisti di Sicilia, organizzata dal Circolo Artistico di Palermo al Teatro Massimo dove espone l'Autoritratto e Ritratto di fanciulla.

Topazia Alliata olio di Michele Dixit
Ritratto di Topazia (prima del taglio)
 Ritratto di Topazia olio di Michele Dixit
Ciò che rimase di Topazia

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1936-1942
Nel 1936 Dixit inizia la sua carriera in ambito accademico,in qualità di Assistente incaricato alla Cattedra di Figura Disegnata, tenuta da Eustachio Catalano presso il Liceo Artistico di Palermo. Nel 1940 partecipa alla XXII Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, ammesso per concorso nella categoria dei ritrattisti con il quadro Ritratto nello studio.
Nel 1942 dopo alcuni mesi in cui svolge attività di Assistente alla Cattedra di Pittura al Liceo Artistico, viene richiamato alle armi col grado di capitano, a causa degli eventi bellici. Viene destinato a combattere al fronte jugoslavo.

Michele Dixit
Michele Dixit
Schizzo di Michele Dixit sul fronte iugoslavo, 1942
Soldati croati sul fronte iugoslavo, 1942

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1943-1945
Dopo l'armistizio, imbarcato su una delle navi adoperate dal suo reparto per raggiungee Chioggia, scampa miracolosamente ad un bombardamento tedesco che distrugge l'altra imbarcazione. La vicenda del naufragio e della morte dei suoi compagni lo segnerà profondamente. Dopo pericolose peregrinazioni, alla dispersione dell'esercito, sfugge ai rastrellamenti nazisti nei confronti dei soldati italiani nascondendosi a Moltedo Ligure, vicino Imperia, in casa del fratello Enrico, dove intanto si è rifugiato anche il resto della famiglia. Sotto le bombe e lontano dalla sua terra, in quella luminosa Liguria, la sua attività artistica, non potendo procurarsi con facilità tele e pennelli, costretto a vivere imboscato, si concentra soprattutto sulla grafica, a parte i paesaggi che, da questo momento in poi, diventeranno i veri protagonisti della sua arte la sua qualità pittorica diviene più vibratile, la sua vena più intimista.

Moltedo ligure, 1943 olio di Michele Dixit
Moltedo ligure, 1943 olio su cartone

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1945-1961
Alla fine della guerra l'impegno del pittore in ambito accademico diviene più intenso: è assistente alla cattedra di Pittura all'Accademia fino al 1955; docente di Figura Disegnata al Liceo Artistico da quello stesso anno; assistente incaricato, e poi di ruolo, alla Cattedra di Ornato Disegnato sempre al Liceo Artistico dal 1961 al '68; infine docente, prima incaricato poi di ruolo, dal '69 al '77, della Cattedra di Pittura all'Accademia di Belle Arti.
Michele Dixit non sceglie la via dell'emigrazione, che forse avrebbe contribuito ad un'evoluzione diversa del suo linguaggio. Egli preferisce continuare ad operare sul territorio siciliano, con una pittura al riparo da forti stravolgimenti, fatta di forme nitide, impasti caldi, luci morbide, secondo la sua indole affezionata ad una visione serena ed equilibrata della natura, dell'arte, della vita. Si dedica anche all'attività di decoratore, mosaicista e frescante in alcune chiese siciliane.

Michele Dixit e alcuni allievi dell'Accademia di belle Arti, 1953
Michele Dixit con allievi dell'Accademia di Belle Arti, 1952

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1961-1977
A seguito della morte prematura dell'amico scultore Luigi Prestipino, Michele Dixit decide di proseguirne l'importante attività di restauro musivo dei principali monumenti arabo-normanni in Sicilia. Egli rileva quindi il laboratorio e le esperte maestranze di Prestipino, confortato in tale decisione dalla presenza del fratello Alberto Dixitdomino, esperto mosaicista che subentrerà a Prestipino anche nell'attività di docenza alla scuola di mosaico dell'Accademia di Belle Arti. Michele Dixit si impegna quindi nella pregevole opera di garantire che il restauro musivo dei principali monumenti arabo-normanni di Sicilia (Duomo di Monreale, Duomo di Cefalù, a Palermo: Cappella Palatina e Chiesa della Martorana), avvenga nel rispetto della tradizione musiva dell'epoca. Collabora in tale attività con lo storico tedesco Ernst Kitzinger.
In questo periodo l'opera pittorica di Dixit subisce una contrazione a causa dei pressanti impegni posti da tale attività di restauro. Nel 1977 lascia l'insegnamento all'Accademia di Belle Arti per raggiunti limiti di età.

Michele Dixit con mano Pantocratore nel Duomo di Monreale
Michele Dixit nel Duomo di Monreale durante il restauro della mano del Cristo Pantocratore
Michele Dixit
Il Cristo Pantocratore nel catino absidale mediano del Duomo di Monreale
Alberto Dixitdomino mosaicista
Il fratello Alberto Dixitdomino nel suo studio

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1977-2003
Inizia a riordinare le opere e i documenti della sua intensa attività artistica. Nel 1985 una mostra antologica, curata dal critico Franco Grasso, ricostruisce con efficacia l'intero percorso artistico di Michele Dixit, con le opere più significative dagli inizi fino alla metà degli anni Ottanta.
Benchè avanti con gli anni, si dedica alacremente al suo unico amore: la pittura, ed ecco ancora nascere dalle sue mani paesaggi, ritratti, nature morte, nel 1993 durante la preparazione di una mostra antologica a Roma subisce il furto di più di quaranta opere, amareggiato e deluso per l'accaduto dichiarerà di sentirsi privato dei suoi figli più cari. Nel 2002 il comune di Palermo sotto la direzione di Marina Giordano cura la sua ultima mostra dal titolo "Ritratti 1927-1942"
. Il successo dell'esposizione, affrontata con il consueto entusiasmo, è il giusto coronamento di una vita intensa ricca di sacrifici ma anche di soddisfazioni. Muore a Palermo il 20 febbraio 2003.

Opere di Michele Dixit si trovano in diverse collezioni pubbliche e private in Sicilia e nel resto d'Italia. E' possibile vedere la collocazione di alcune di esse nella sezione Musei e Gallerie pubbliche
.

Michele Dixit con il critico d'arte Franco Grasso
Michele Dixit con il critico d'arte Franco Grasso
Michele Dixit con lo scultore Giovanni Rosone
Michele Dixit con lo scultore Giovanni Rosone

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